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Mancati pagamenti: un ulteriore calo di 7 milioni di euro nel 2016

27-09-2017

Ancora una flessione per i protesti elevati nella provincia di Lecce. In un anno sono diminuiti in valore del 34% per un importo complessivo  pari a 14,3 milioni di euro contro i 21,7 mln dell’anno precedente, mentre il numero dei titoli insoluti è diminuito del 27% attestandosi a 13.519 titoli contro i 18.455 dell’anno prima. La diminuzione ha riguardato tutte le tipologie di effetti: assegni, cambiali e tratte.
I dati che emergono dagli archivi dei protesti evidenziano una forte riduzione dei mancati pagamenti e indicano, tra l’altro, che le aziende italiane sono più rapide nel liquidare le fatture dei propri fornitori  con ritardi e protesti ai minimi – sottolinea Alfredo Prete, Presidente dell’Ente camerale - La riduzione ha riguardato tutti i settori e tutte le aree del Paese, sia pure in misura differente; rimangono, infatti,  marcate differenze settoriali e territoriali.  Il largo consumo, con l’1,1% delle imprese protestate è il settore che evidenzia la situazione di maggiore criticità. Viceversa, servizi finanziari, società immobiliari, chimica e meccanica sono i comparti con gli indici migliori.
Dal punto di vista geografico, poi, le statistiche sui protesti confermano il quadro di un Paese spaccato a metà, con situazioni critiche nelle regioni del Centro-Sud (in particolare Calabria, Sicilia e Campania) e abitudini più virtuose nel Nord (soprattutto Trentino Alto Adige, Veneto e Piemonte).
Il fenomeno, quindi, rifletterebbe, da un lato, miglioramenti nella situazione di liquidità delle imprese e, dall’altro, un minore utilizzo di assegni e altri titoli di pagamento protestabili
.”

Le cambiali, che rappresentano, per valore, quasi il 74% del totale dei  titoli protestati (e il 91% per numero), sono diminuite del 34,3% e del 26,6% per numero. In termini assoluti nell’anno 2016 sono state firmate 12.294 pagherò contro i 16.746 dello scorso anno, per una somma complessiva  di 10,5 mln di euro contro i 16 mln del 2015. Il valore medio è di 859 euro contro i 960 del 2015 (-10,6%). Andamento analogo per  gli assegni a vuoto, diminuiti del 36% per valore e del 22% per numero. Nel corso del 2016 sono stati 941 gli assegni protestati, per un importo di 3,3 mln di euro, mentre nel 2015 sono stati 1.211 per complessivi 5,1 milioni di euro; gli assegni protestati rappresentano appena il 7% del numero dei titoli, il cui valore però copre il 23% del totale complessivo. Anche il valore medio degli assegni è diminuito, attestandosi a 3.516 euro (-17%) contro i 4.255 del 2015.
Diminuiscono anche le tratte sia accettate che non accettate, strumento di pagamento del tutto marginale: le prime sono appena 38 titoli (27%) per un valore di circa 32mila euro (-42%), mentre le seconde sono 246 (-45%) per un valore di 426mila euro (-11,6%).

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