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Esportazioni salentine in leggera ripresa nel trimestre estivo, ma il segno rimane negativo

16-01-2018

Lieve incremento dell’export salentino nel terzo trimestre 2017, pari a + 3,5%, variazione positiva che però  non è ancora sufficiente  a pareggiare l’andamento negativo del primo trimestre dell’anno (-12,2%), per cui l’export nel periodo gennaio settembre è caratterizzato da un segno negativo (-3%).
Nei primi nove mesi dell’anno le esportazioni hanno raggiunto i 361,3 milioni di euro, mentre le importazioni si sono attestate a 232,3 milioni, in crescita del 4,8% rispetto all’analogo periodo del 2016. Il saldo è stato pari a circa 129 milioni, ma in calo rispetto all’analogo periodo dello scorso anno (150,6 mln).
A livello nazionale nel periodo luglio-settembre  si è registrata una variazione positiva del 3%, mentre tra gennaio e settembre una variazione del 7,3%, si registrano incrementi delle vendite sui mercati esteri  per le regioni insulari (+33,8%), centrali (8,2%), nord-occidentali (+8,0%) e nord –orientali (+5,5%) Una lieve flessione (-0,1%) si rileva, invece, per le regioni meridionali, anche se la Puglia registra un +5,4%. Sempre nel periodo gennaio – settembre, le province pugliesi, ad eccezione di quella leccese (-3,0%) e foggiana (-3,9%), registrano variazioni positive, con Bari in testa (+9,5%), seguito dalla Bat (+7,1%),  Brindisi (5,9%) e Taranto (1%). La quota di Lecce, sul totale dell’export pugliese, si attesta al 5,9% su un ammontare complessivo  di oltre 6,1 miliardi di euro, dato leggermente più contenuto rispetto a quello dello stesso periodo del 2016 (6,4%)  e del 2015 (6,2%): la provincia salentina continua ad occupare  l’ultimo posto nell’ambito della regione Puglia per incidenza sul totale dell’export regionale. La provincia di Bari, invece, con 3 miliardi di fatturato, copre  oltre il 50,3% delle vendite estere pugliesi, seguita da Taranto (16,2%) con  circa 995 milioni, Brindisi (12%) con 733,7 mln, Foggia (9%) con 550 e la BAT (6,7%) con 410 mln di vendite estere.
Gli ultimi dati lasciano intravedere un lieve miglioramento nella performance salentina - commenta il Presidente dell’Ente camerale leccese, Alfredo Prete - anche se la provincia di Lecce risulta ancora fanalino di coda in Puglia per quanto riguarda le esportazioni. Certo, il tessuto economico locale è composto soprattutto da micro e piccole imprese che difficilmente riescono a realizzare grandi numeri, tipici, invece, delle importanti realtà commerciali ed industriali presenti in altre zone pugliesi.
A fronte di un buon incremento dell’export di beni alimentari, registriamo il calo del dato relativo al settore bevande che registra un – 14%, comprendendo anche i nostri vini.
Con riferimento alle destinazioni dei nostri prodotti, poi, risulta che il mercato statunitense ha contratto la richiesta, così come il continente africano. Positivi, invece, gli sviluppi verso i paesi asiatici che si aggiungono alle importanti conferme europee
”.

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