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Diritti di segreteria

Per l’iscrizione nei registri, ruoli, albi, elenchi, tenuti dalla Camera nonchè per il rilascio di certificazioni, copie di atti, o per il deposito di denunce di qualsivoglia genere, l’interessato deve provvedere al pagamento dei diritti di segreteria nella misura stabilita dalla norma.

Essi rappresentano, in sostanza, un parziale rimborso dei costi che l’Ente sostiene per il funzionamento dei servizi offerti.

Dopo l’istituzione del Registro Imprese, tanto il quadro normativo di riferimento degli importi dei diritti di segreteria previsti in precedenza per il Registro delle Ditte, quanto le modalità di definizione di tariffe e servizi per i quali tali diritti vengono corrisposti, hanno subito delle modificazioni sostanziali.

Il principio della delegificazione delle tariffe dei diritti riscossi dalle Camere di Commercio fu introdotta per la prima volta dall’art. 13 della L. 24/12/1993 n. 537 “Interventi correttivi di finanza pubblica”.

Tale norma stabiliva che il Ministro dell’Industria, con proprio decreto, di concerto con il Ministro del Tesoro “approva l’elenco, le tariffe, i relativi aggiornamenti, nonchè le modalità di esazione dei diritti di segreteria”.

L’art. 14 stabilisce che “per la determinazione e l’aggiornamento dei diritti fissi e dei diritti di segreteria di cui al comma 13, deve essere tenuto conto su base nazionale dei costi inerenti all’erogazione dei servizi stessi”.
Il principio di delegificazione viene confermato dall’art.18 della L. 29/12/1993 n.580 “Riordinamento delle Camere di Commercio”.

Negli allegati di questa pagina è possibile scaricare la tabella dei diritti di segreteria, per ruoli, albi, elenchi e licenze, per certificazioni e visure, per altri atti ed altri adempimenti.

 

Si riportano, altresì, gli importi dei diritti di segreteria per il registro informatico dei protesti, nonchè i diritti di segreteria da riscuotere per le funzioni attribuite alla Camera di Commercio sugli atti dell’ex UPICA.