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Le imprese extracomunitarie nel tessuto produttivo salentino

29-11-2018

Le imprese extracomunitarie nel tessuto produttivo salentino di Alfredo Prete - Presidente Camera Commercio di Lecce

Le imprese  individuali gestite  da extracomunitari iscritte al registro delle imprese dell’Ente camerale sono 3.839  alla data del 30 giugno 2018 e, considerando i dati degli ultimi anni, si osserva un trend di crescita: nel 2011 erano 2.285, a fine giugno 2018 erano 3.839, con una  crescita percentuale del 68%. I paesi più rappresentati nel tessuto imprenditoriale salentino sono il Senegal, con 1.233 imprese, e il Marocco con 828 aziende. I marocchini sono gli imprenditori stranieri che per primi si sono insediati nella provincia leccese: già a partire dagli anni ’80  e per circa un ventennio sono stati gli unici imprenditori stranieri, ma a partire dagli anni 2000 si è allargato il ventaglio delle nazionalità.  Oggi gli stranieri  che fanno impresa nel Salento vengono dall’ India (285), Cina  (261) e Pakistan (264), mentre il paese europeo più rappresentato (che non fa parte della UE e pertanto è extracomunitario) è l’Albania, con 121 imprese.
L’analisi dei settori economici in cui si collocano le attività degli imprenditori individuali extracomunitari evidenzia che esse si concentrano per la quasi totalità nel commercio: su un totale di 3.839 imprese, ben 3.488 -  il 91% - svolge un’attività commerciale. La presenza di extracomunitari negli altri settori economici è del tutto marginale: il comparto turistico (alloggio e ristorazione) ne  annovera 74, di cui 49 ristoranti e 19 bar, il  settore delle costruzioni ne comprende 72, le attività manifatturiere 41, le attività agricole 29.
Considerando le nazionalità maggiormente presenti nella nostra provincia, si osserva che, mentre gli imprenditori cinesi commercializzano abbigliamento e articoli vari per la casa e soprattutto in un negozio fisico(sede fissa), gli imprenditori provenienti dal Senegal, Marocco, India, Pakistan e Sri-lanka sono commercianti ambulanti, dei quali un numero elevatissimo commercia chincaglieria varia, attività a bassissimo valore aggiunto. Del tutto assente o quasi la presenza delle etnie più numerose negli altri  settori economici. Solo le attività economiche svolte dai cittadini albanesi presentano una certa diversificazione e si spalmano nei diversi ambiti economici; delle 121 imprese presenti nella provincia salentina, ve ne sono 41 nell’ambito del commercio, 42 nel settore delle costruzioni, 13 nelle attività di servizi di alloggio e ristorazione. Gli imprenditori cinesi, invece, pur concentrandosi nel commercio (226 imprese su un totale di 261), sono distribuite su un ventaglio merceologico più ampio e  soprattutto la maggior parte delle attività sono a sede fissa (151)  e  nell’ambito dell’abbigliamento (82) e articoli per la casa e di illuminazione (35).
Per quanto riguarda il genere, il 17% delle imprese gestite da extracomunitari è gestito da una donna, le imprese “rosa” sono 653. La quota  più elevata di imprenditrici (40%) si riscontra tra  le imprese cinesi,   enclave  in cui le imprese gestite da una donna sono 103. La percentuale di imprese femminili è più bassa per le altre nazionalità: il 17% Marocco (142), 13% Senegal (169), Albania 23% (28). Le imprese giovanili, gli under 35, sono il 28% pari a 1.072 imprenditori extracomunitari, il 55% si concentra nella fascia 35-54 pari a 2.118 imprenditori.
Il 48% degli imprenditori individuali extracomunitari ha la sede dell’impresa nel comune capoluogo con 1.862 attività gestite da extracomunitari.  Subito dopo Lecce, troviamo il comune di Leverano che ospita 128 imprese,  Copertino (92), Novoli (88), Surbo (75) e Ruffano (57).
L’analisi della nazionalità per le persone giuridiche presenta oggettivamente delle difficoltà, è però  possibile analizzare il ruolo ricoperto dai cittadini extracomunitari che rivestono una carica nell’ambito delle società. L’analisi delle cariche ricoperte evidenzia, oltre ai titolari d’impresa pari a 3.842 (imprese individuali), 365 persone  extracomunitarie che  svolgono il ruolo di amministratore, 72 quello di socio e   16 che rivestono un’altra carica.  Tali cariche vengono svolte per lo più in società di capitali  (254 soggetti), in misura inferiore nelle società di persone (130). Anche tale analisi, a conferma dello scarso valore aggiunto delle attività svolte, evidenzia che nelle imprese strutturate in forma societaria sono del tutto assenti gli imprenditori provenienti dal Senegal, che annoverano solo due amministratori su un totale di 1.235 persone (i restanti 1.233 sono titolari di imprese individuali); discorso analogo per gli imprenditori marocchini: su 846 soggetti considerati, si riscontrano  828 titolari, 15 amministratori e 2 soci. Le imprese più strutturate, ancora una volta l’analisi lo conferma, sono quelle gestite da cittadini albanesi e cinesi. I cittadini albanesi che rivestono il ruolo di amministratore di una società sono 60  a fronte di 121 “titolari” di un’impresa individuale; gli amministratori cinesi sono 41 a fronte di 261 “titolari”.
Una volta delineato nei suoi elementi salienti il quadro dell’economia extracomunitaria della provincia salentina, mi preme sottolineare l’importanza di attuare questa multietnica convivenza economica fondandola su regole certe e osservate da tutti, per la tutela di tutti, dei lavoratori, dei fruitori di beni e servizi offerti, del sistema imprenditoriale nel suo complesso E’ un impegno, questo, che vede coinvolte varie Istituzioni, ciascuna secondo le proprie competenze e che sicuramente necessiterebbe di maggiori risorse da dedicare; le recenti notizie di sequestri di merce carenti di ogni tracciabilità e conservate in totale spregio della normativa vigente fanno ben comprendere come ci si muova con costanza e questo avviene in maniera trasversale, rispetto al tipo di attività ed etnia. In un’economia globalizzata parlare di integrazione è imprescindibile ed il lavoro è sicuramente lo strumento principe per attuarla, ma altrettanto imprescindibile deve essere il rispetto delle norme per una sana concorrenza leale che regoli e non sconvolga il mercato.


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