Camera di Commercio di Lecce - http://www.le.camcom.gov.it/

Aumentano i capitani d'impresa, ma la stanza dei bottoni è presidiata dagli over 50

01 September 2018

Stampa

Questa, in estrema sintesi, la fotografia dei top manager delle imprese italiane che, tra marzo 2013 e marzo 2018, sono cresciuti di circa 48mila unità; continuano però a diminuire i giovani manager dell’Azienda Italia. Complessivamente, infatti, nei 5 anni considerati, la percentuale di amministratori con più di 50 anni è passata dal  53,3 al 61% del totale delle cariche, con una perdita invece di 7,7 punti percentuali per quella degli under 50. Sul versante territoriale i dati rivelano un’Italia divisa in due: nelle regioni del  Centro e del Mezzogiorno si assiste ad una crescita nel numero degli amministratori (79mila in più negli ultimi 5 anni, di cui 30mila al centro e 49mila al Sud). Dinamica opposta nelle regioni del Nord, con una riduzione nell’arco del quinquennio di circa 32mila unità.

“Si parla con preoccupazione, da oltre un decennio, di disoccupazione giovanile - commenta Alfredo Prete, presidente dell’Ente camerale leccese – ma questi dati ci ricordano che esiste anche un altro problema, in prospettiva ancora più insidioso: sempre più aziende sono guidate da persone “mature”. Certo, le statistiche sono influenzate anche dalle dinamiche della popolazione italiana, la cui età media aumenta per il calo demografico e comunque "età" e "capacità imprenditoriali" non sono in assoluto fattori inversamente proporzionali; sicuramente un over 50 può vantare esperienza e saggezza maturate con gli anni, ma un dirigente giovane è probabilmente più aperto al cambiamento ed all'innovazione, maggiormente propenso ad abbandonare la routine e sperimentare strade nuove per rilanciare ed attualizzare l’azienda. Non a caso, la lista Forbes delle 2000 aziende più grandi al mondo evidenzia che la fascia d’età che conta più imprenditori di grande successo è proprio quella tra i 35 ed i 39 anni.
La “ricetta”, forse, potrebbe essere una virtuosa alleanza tra generazioni, un affiancamento e poi il passaggio di testimone, una condivisione del bagaglio di conoscenze da senior a junior. E potrebbe avere un ruolo rilevante anche l’esperienza legata all’alternanza scuola-lavoro, che fornisce al giovane studente occasioni di contatto con realtà aziendali, favorendone poi l’ingresso da giovane lavoratore e - perché no? - futuro dirigente”.  Leggi tutto